domenica 12 settembre 2010

Magic Bus

"Questa notte sono previsti acquazzoni e temporali devastanti" ci dice Olivier, il ragazzo che affitta canoe e kayak.

La mia tenda non reggerà.
Ma voglio cavarmela. Non voglio un albergo. Voglio la sfida.
Ecco perchè alzo lo sguardo e me lo vedo li.

Il mio Magic Bus.

Un piccolo autobus abbandonato è li che mi aspetta.
Mi dice "vieni"? E io corro da lui. 
La porta si apre e io entro nella mia reggia.
I sedili sono stati smontati e io posso distendere il mio sacco a pelo per terra, sopra a un cartone.
Sono a casa.

Vorrei scriverlo sul mio diario. Ma mi manca una penna.
Sposto lo sguardo e vedo un piccolo pennino che mi aspetta per terra.
Il pulmino apparteneva a un liceo agricolo di Aubenas.
Capisco che qualche ragazzo doveva aver pensato a me, dimenticando li la propria penna.

E ora ho davvero tutto.

La seconda notte nel Magic Bus mi sveglia una pioggia feroce.
"In ardeche piove due giorni in estate, ma viene giù l'acqua di due mesi di pioggia".
Lampi e tuoni dominano il panorama.
Io mi sento immerso in un set cinematografico.
Ma poi mi accorgo di avere paura.
Tanta.
L'acqua sta salendo e arriva quasi all'ingresso del bus.
Copro il mio zaino e rivesto la mia chitarra con la coperta isolante.
Vado da Jo e Morgàn.

Attraverso tutto il campo e prima di arrivare ai loro camion incombo su un pullman enorme.
E' il pulman che usa Olivier per accompagnare le persone al fiume con il kayak.
E' aperto.
In quello spiazzo l'acqua è molto più bassa. 
Lascio li dentro le mie cose e vado a trovare Jo e Morgàn.

Beviamo un bicchiere insieme e poi abbiamo un'idea super.
Trasferiamoci tutti nel pullman grande, mettiamoci seduti nella prima fila e sul cruscotto piazziamo il computer per vedere un film. Come al cinema!
Prontamente rinomino il nuovo bus.

E' il Cinebus!

A 50 metri piomba un fulmine potentissimo.
Ma ormai non ho più paura.
Sono al sicuro.
Sono dentro a un film di Woody Allen.
Sono con Jo e Morgàn.
Abbiamo una bottiglia di rosè.
E sono dentro al Cinebus.

Il mio viaggio voleva iniziare esattamente la dove è finito quello di Christopher McCandless. 
Viaggiare per condividere la felicità e non per cercare la solitudine. 
Perchè "happiness real when shared".
E allora ecco i segnali.
I due hippie sul fiume. Il kayak. E il magic bus.
L'augurio di buon cammino.
La sicurezza di essere nel posto giusto.
Per poi andare per la mia strada. Il Cinebus.

Nessuno sta meglio di me.



1 commenti:

  1. That's the spirit... viaggiare per condividere la felicità..non per cercare la solitudine..dopo aver letto a fondo direi che l'intento è riuscito e continuerà a riuscire perfettissimamente..continua così..e.. in bocca al lupo!!!Elisa

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