giovedì 23 settembre 2010

Dove suono?

Non è facile cercare un posto dove suonare in una città che non conosci.

Per questo venerdi mattina mi sono preso del tempo solo per girare la città, assaporane gli odori, viverne gli sguardi.
Ho girato per ore nel centro storico. 
Mi sono presentato ai suoi piccoli vicoli, alle sue dolci chiesette, ai suoi passanti girovaghi.
Ma in tutta la mattina non ho trovato nulla di mio. 
Nessuno spazio per il quale provassi quello che avevo provato a Lione, quando per la prima volta incombetti in quella piazzola cosi' intima e magica.

Il tempo passava e allora, anche se sapevo che non avrebbe portato a nulla, ho deciso comunque di rompere il ghiaccio e partire con un piccolo set li' dove mi trovavo. 
Una via pedonale affollata da negozi di ogni sorta.
Suonavo senza sapere bene perchè e credo che la gente lo abbia avvertito, perchè ho vissuto quindici lunghissimi minuti di indifferenza.
Qualcuno si è fermato, è vero, ma solo per lasciare uno sguardo stupito. Niente di più.
Dopo la terza canzone mi sono fermato.
Mi sono ricordato che io non posso suonare in un posto in cui non sono a mio agio.
Perchè io non canto musica. Io canto Matte.
E Matte deve stare nel suo posto.

Mi sono preso un momento di pausa per andare a casa a cucinarmi qualcosa.
Ed è stato proprio nel rientro che mi sono reso conto di quanto mi piacesse rue de la Aiguellerie,  la via di casa di Filippo. La via di casa.

L'idea di suonare li' mi spaventava un pò.
Non so bene perchè, forse perchè è troppo stretta, forse perchè significava tentare qualcosa di più serio rispetto al suonare in mezzo al via vai della gente da shopping.
In tutti i casi decido di affrontarla. Mangio e riscendo.
Mi siedo sul gradino di un negozio. Di solito sto in piedi, ma questa volta volevo essere concentrato solo sulla mia musica. 
E inizio a suonare. I miei Afterhours, i miei Oasis. Le mie canzoni.
Da subito esce una voce diversa da quella di prima.
Più sfumature, più emozioni. E soprattutto più vera.
Dannatamente vera.
E allora mi alzo.

Il passaggio è poco. Ma tutti, tutti quelli che passano ascoltano davvero.
E molti, moltissimi fanno canestro nel cappello.
Si ferma una ragazza, Delphine.
Ascolta, ascolta, ascolta.
Allora io voglio ringraziarla, perchè quando qualcuno si ferma per ascoltarmi io mi sento felice.
Parliamo un pò.
E scopriamo che ci eravamo già conosciuti su couch surfing, quando io stavo ancora cercando ospitalità su Montpellier.
Ci sono persone che devono incontrarsi. E non importa come.

Ecco perchè decidiamo di conoscerci, e qualche giorno dopo ci vediamo per scambiarci due regali: lei una crepe con il prosciutto e il formaggio. Io il mio cd.

Bisogna continuare a cercare il proprio posto.



2 commenti:

  1. non sarai mai solo nel tuo viaggio. sarei là per il mio pensiero per vegliato su te.

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