Matte Supertramp si era dato un obbiettivo alla partenza.
Viaggiare vivendo soltanto di musica e incontri fino a quando avrebbe continuato a sentire "casa" quella dimensione.
E da quella meravigliosa mattina di luglio in cui Federico mi ha accompagnato in stazione centrale per prendere un treno in direzione di Biella, beh.. semplicemente è stato cosi'.
E' stato meravigliosamente cosi'.
Per quattro lunghi mesi senza tempo ho attraversato città, paesaggi, sguardi, storie...
E per la prima volta nella mia vita ho sentito davvero di far parte di una famiglia enorme, pronta a prendersi cura di me e della mia storia.
Ecco perchè in questo momento non riesco a non pensare a tutte quelle persone che hanno attraversato il mio percorso di questi mesi, provando un'enorme senso di gratitudine.
Ecco perchè ripenso a Clodine. Alla nostra visita nella casa dei super-eroi.
Ecco perchè ripenso ad Elisa, Elia e Davide. Alla nostra gita fuori dal mondo in mezzo a un fiume con una chitarra tra le Alpi biellesi.
Ecco perchè ripenso ad Agnese. Alla nostra nottata torinese piena di vita.
Ecco perchè ripenso a Barbara e a JD. Al nostro pic-nic nel giardino di casa, mentre intorno tutto è calmo e vero.
Ecco perchè ripenso a Chiara e a Penelope. Alla nostra serata piena di musica in casa. Dove non avevamo niente, e avevamo tutto.
Ecco perchè ripenso a Renato. Alle nostre giornate sui tetti nel cantiere di Bron, passate tra una birra e una canzone.
Ecco perchè ripenso a Laurent. Ai nostri caffè al bar e ai nostri pranzi al ristorante, durante i quali c'era spazio per risate, commozione, condivisione.
Ecco perchè ripenso a Laura. Alla nostra gita nella foresta incantata, tra musica e poesia.
Ecco perchè ripenso a Barbarà. Alle nostre serate in cui Lione, anche se per un istante soltanto, diventava nostra soltanto.
Ecco perchè ripenso ad Isabelle, e agli occhi dei piccoli Ximo e Juan. Ripenso al pomeriggio che abbiamo passato insieme. Io a suonare nei vicoli e loro seduti al tavolo della pasticceria di Fabienne. E la strada sembrava casa nostra.
Ecco perchè ripenso a Jade e a Danaé. A quando in punta di piedi mi hanno chiesto di suonare qualcosa insieme e ci siamo ritrovati a cantare per ore fregandocene della gente che passava.
Ecco perchè ripenso ad Ana, Alexis, Joe, Silvia, Marco, Sasa, Fantà, Morgaux e a tutte quelle persone che mi hanno scaldato il cuore nelle strade di Lyon.
Ecco perchè ripenso a Lucie. Al suo sguardo incrociato alla fermata di Perrache e ritrovato per caso suonando per la strada. Al suo sorriso. Alla sua carica. Mai dimenticati.
Ecco perchè ripenso a Fabienne. Ai giorni che abbiamo passato insieme a casa di Renato, tra una ricetta, un film e un caffè con la moka.
Ecco perchè ripenso a Madeleine e a Jean, miei nonni adottivi. Alle passeggiate nella campagna lionese e ai piatti da leccarsi i baffi tutti i giorni.
Ecco perchè ripenso a Antoine e a Titti. Al nostro bagno nudi nel fiume dell'Ardeche, dove l'acqua mi rigenerava e io mi sentivo pronto per vivere l'avventura nella natura selvaggia.
Ecco perchè ripenso a Elodiè. Alla festa nella villa di campagna dei suoi nonni, alla quale mi ha invitato 5 minuti dopo esserci conosciuti sulla riva del fiume.
Ecco perchè ripenso a Jean. Alla nostra arrampicata sui blocchi di pietra di Aubenas.
Ecco perchè ripenso a Jo. E a Anne. E a Morgan. Ai nostri tre giorni passati insieme come se ci conoscessimo da sempre, accampati in furgoncini e tenda, tra kayak, feste nel furgone, pioggia. Ma soprattutto tanto calore.
Ecco perchè ripenso a Filippo. A quelli che dovevano essere quattro giorni insieme e che si sono trasformati in 3 settimane, perchè lo stare bene non lo puoi fermare. Mai. Non puoi.
Ecco perchè ripenso a Claudia e a Francesca. Al nostro pomeriggio a Saint-Guilleme, immersi nel silenzio di un fiume e in quello di un'antichissima basilica.
Ecco perchè ripenso a Myra. Al nostro sentirci vicini da subito, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Ecco perchè penso ad Ahmed, Antonella, Elie, Giulia, Matteo, Marco e Marialuisa. Alle feste piene di dolce caos, ma anche a quelle serate tranquille piene di musica dolce e chitarra.
Ecco perchè ripenso a Alvaro, Alessandro, Ana, Andrea, Christopher, Clara, Elisa, Joana, Maurizio, Mimi, PatriZia, Raul, Tony e a Alex. Alla serata della pizza in casa, a quella della festa da Ahmed, a quella spensieratezza e a quel bisogno di gridare forte che ci accomunava tutti.
Ecco perchè ripenso ad Amira. A quando abbiamo cantato insieme. In strada, sotto la cattedrale di Montpellier, sul palco dell'Oliver's Pub, nelle strade di Barcellona.
Ecco perchè ripenso a Cristina. A quel sogno d'amore meraviglioso che ho vissuto in quei pochi giorni che le sono stato vicino. Magico e incancellabile. Per sempre. Ma i sogni non sono fatti della stessa sostanza della quotidianeità.
Ecco perchè ripenso a Jean. Alla nostra mattinata nel suo asilo nido, dove ho fatto da maestro di musica ai bambini, per un giorno lungo un infinità.
Ecco perchè ripenso a Li Na e a Loic. Alla nostra serata insieme a Perpignan, cucinando pasta e parlando delle differenze tra l'Europa e la Cina.
Ecco perchè ripenso a Alberto, Jesus, Ricard e a tutte le persone che si sono prese cura di me quando mi trovavo sul ciglio della strada. Indifeso e carico di uno zaino pesantissimo e di una chitarra.
Ecco perchè ripenso a Guillem e alla sua numerosissima famiglia. Al pomeriggio in cui abbiamo suonato insieme nella sua sala prove con suo fratello più piccolo. Senza pensare a niente.
Ecco perchè ripenso a Irene e a Ignacio, che, senza nemmeno conoscermi, mi hanno aperto le porte di casa loro, per regalarmi una birra, una tortilla, una serata insieme.
Ecco perchè ripenso a quel nonnino che, mentre suonavo per i vicoli di Girona, mi ha portato un sacchetto pieno di panini, frutta, acqua. E un uovo sodo.
Ecco perchè ripenso a Giulia. Alla nostra chiacchierata sui tetti di Barcellona, grazie alla quale ho potuto trovare rifugio dalla caoticità e dall'indifferenza della metropoli.
Ecco perchè ripenso a Elisa e a Elvira. Alla nostra giornata alla scoperta del turbine catalano, dalla rambla a casa.
Ecco perchè riepenso ad Amanda, Ana, Mariana, Jordi, Luana, Fabio, Alejandro e Daniella. A quei giorni quieti passati a Vic, nel freddo delle sue montagne, ma nel calore di quella piccola grande comunità. Esattamente ciò di cui avevo bisogno per riprendermi dal silenzio che ho provato a Barcellona.
Ecco perchè ripenso a Toni e a Iris. Al nostro conoscerci nelle strade di Tarragona e al ritrovarci insieme la sera per una birra in un pub.
Ecco perchè ripenso a Cherry. Alla ospitalità sua e a quella delle sue coinquiline, Ma Le Na, Yaofey e Paloma. Con le quali ho visuto in Cina per qualche giorno.
Ecco perchè ripenso a Alejandro. Alle nostre giornate insieme a Valencia, passate a suonare nei vicoli delle periferie, di fronte alla bellezza della gente semplice.
Ecco perchè ripenso a Helena. Alla chitarra che andava, insieme alla birra, la sera in piazza della vergine. Mentre Valencia andava a dormire.
Ecco perchè ripenso ad Andreas, Giorgio, Mattia. A Madrid, che insieme a loro sembrava una cittadina, perchè familiare da subito. Alle serate insieme, tra parchi, chitarre, birre e fami chimiche.
Ecco perchè ripenso a Rodolfo, Roberto e Morgan. Al calore che riuscivamo a creare a El Medano, nel sud di Tenerife. Tra ricerche di porcini, spiaggie, musica e lunghe chiacchierate. Nonostante tutto il freddo che avevo preso al nord dell'isola nei giorni precedenti.
Grazie.
Grazie a tutti voi.
Che mi avete accompagnato per mano in questo splendido percorso, in questo mio viaggio alla scoperta del mondo, che è soltanto agli inzi.
Già quattro mesi dopo mi sento arricchitto come mai.
Ora si chiude la prima parte di questa avventura, quella legata prima di tutto al viaggio.
Si chiude perchè adesso, prima di tornare a viaggiare, sento il bisogno, l'urgenza, di lavorare tanto sulla mia musica.
In questi mesi, pensando a me stesso, ho avuto modo di accorgermi di una cosa, che ritengo fondamentale per il mio percorso.
E cioè che tra tutti gli sbalzi che ho avuto nella mia vita, tra tutte le passioni che mi hanno attraversato, siano state più o meno durature, da quando ho memoria c'è una sola, vera, profonda costante dentro di me. La musica.
Nella sua dimensione privata come in quella pubblica, condivisa con gli altri.
Perchè per me non esiste un altro linguaggio attraverso il quale riesca ad esprimermi con altrettanta verità, sincerità e nudità come quello che posso usare cantando una canzone.
Ecco perchè, credo, in questi mesi questa enorme famiglia ha spalancato le sue porte al mio arrivo.
Ed ecco perchè, dopo aver constatato sulla mia pelle che io posso vivere di musica, e viverci bene, ora sento la necessità di raccogliere le forze per indirizzarle solo in quella direzione. Per qualche tempo.
Per cominciare a farlo con maggiore organizzazione, senza disperdere energie, ma anzi indirizzarle verso la creazione di un piccolo nucleo, fatto di persone prima che di musicisti, con cui mettere insieme un repertorio che sia allo stesso tempo un insieme di idee ma anche di sogni comuni.
Indirizzarle verso l'acquisto di un furgoncino, perchè nel viaggio futuro ci si possa spostare con più autonomia, con tutta la strumentazione necessaria. E con quel pizzico di libertà in più.
Indirizzarle verso un viaggio che non sia più solo l'esperienza formativa di un determinato periodo di tempo, ma un vero e proprio progetto di vita.
E per raccogliere queste forze non c'è che un luogo che mi aspetta.
Un luogo che è la mia famiglia e i miei amici di sempre.
Da li' si parte. Li' si arriva. Da li' si riparte. Li' si ritorna sempre. A casa.
Ci vediamo a Milano.













